fig.1 Tempio funerario di Hatshepsut. fonte immagine

Il tempio funerario di Hatshepsut è situato sulla riva occidentale del Nilo di fronte alla città di Luxor. Fu costruito nel Deir el-Bahari, ai piedi di una parete rocciosa che forma un anfiteatro naturale consacrato alla dea Hathor. In questo luogo furono costruiti altri due complessi funerari, quello di Mentuhotep II e quello di Thuthmosis III. In antichità vi era anche un tempio dedicato ad Amenhotep I e alla regina Ahmose Nefertari ma venne demolito per fare spazio al tempio di Hatshepsut.
Hatshepsut governò l’Egitto dal 1478 al 1458 a.C. (XVIII dinastia), diventando la seconda donna ad acquisire il titolo di faraone dopo Nefrusobek della XII dinastia. Inizialmente governò come reggente in vece del giovane nipote/figliastro Thuthmosis III ma non lasciò mai il potere al legittimo erede al trono, neppure quando il giovane raggiunse l’età adatta a poter governare il paese.

Il santuario funerario venne realizzato in onore della divinità solare Amon-Ra ed è composto da tre livelli di terrazze che raggiungono un’altezza complessiva di circa 30 metri. I tre livelli sono collegati tra loro tramite due rampe cerimoniali orientate verso il santuario di Amon, l’ambiente più importante del complesso.

Primo cortile
Il primo cortile ospitava un eccezionale giardino di piante esotiche acquisite durante una proficua spedizione commerciale a Punt. L’esatta posizione della Terra di Punt non è certa. Molti egittologi ritengono che fosse un piccolo regno situato nelle regioni costiere a sud-est dell’Egitto, altri, invece, la collocano nella penisola araba. Sotto i colonnati inferiori si celavano magnifici rilievi che per la maggior parte sono andati distrutti.

Secondo cortile

fig.2 La regina Ahmose (madre di Hatshepsut) rappresentata con il ventre gravido. fonte immagine

Al secondo cortile vi si accede percorrendo una lunga rampa che inizia al centro del primo livello. Il secondo livello ha forme e dimensioni simili al primo e anch’esso è provvisto di una rapa che invita a proseguire verso il terzo ed ultimo livello. Ai lati della rampa che conduce al terzo livello si trovano altri due colonnati. Il colonnato sud contiene alcune decorazioni in rilievo che raffigurano la nascita divina di Hatshepsut, avvenuta grazie all’intervento di Amon. Le immagini e geroglifici descrivono i mitici eventi (fig.3): Amon-Ra decise di ingravidare la regina Ahmose Nefertari (fig.2), perciò assunse le sembianze del faraone e si unì a lei durante il sonno. Khnum attribuì al corpo e al ka della futura neonata forza e salute, mentre la dea rana Heket animò le figure create da Khnum porgendogli l’ankh (la chiave della vita). Thot annunciò l’evento alla madre Ahmose per poi condurla nella camera del parto dove nacque Hatshepsut in presenza di Amon. La neonata venne quindi accolta e cullata dal padre divino. Le iscrizioni recitano: «Sua Maestà cresceva meglio di qualunque altro essere», «Il suo aspetto era quello di una dea, il suo fulgore era divino. Sua Maestà divenne una bella fanciulla, fiorente come la primavera
Queste decorazioni presentano notevoli danni, le immagini di Hatshepsut furono fregiate di proposito dopo la sua morte, probabilmente su ordine di Thuthmosis III, quelle di Amon-Ra, invece, furono prese di mira un secolo più tardi, durante il regno del faraone eretico Akhenaton.
Il colonnato intermedio nord è decorato con rilievi che rievocano il successo della spedizione commerciale di Punt.

fig.3 La divina nascita di Hatshepsut. Al centro: Khnum attribuisce al corpo e al ka della futura neonata forza e salute (sul tavolo del vasaio), mentre la dea Haket è intenta ad animare le figurine create. A destra: Thot annuncia l’evento alla madre Ahmose per poi condurla nella camera del parto.

Santuario di Hathor
Il Deir el Bahri era consacrato alla dea Hathor, una delle divinità più antiche e venerate di tutta la storia egizia. Nelle tombe veniva raffigurata con l’epiteto di “Signora dell’Occidente”, ovvero Signora dei morti. Era comunemente raffigurata in forma bovina con un disco solare provvisto di ureo fra le corna, oppure in forma antropomorfa, ma sempre con il disco solare tra le corna. Era la dea dalla gioia, dell’amore, della maternità e dalla bellezza, ma veniva adorata anche come dea della musica, della danza, delle terre straniere e della fertilità. Hathor assimilò nel corso del tempo le peculiarità di numerose divinità locali, accumulando attributi molto variegati, al punto di essere considerata al contempo madre, sposa e figlia di Ra, oltre che madre di Horus, al pari di Iside.
Il suo santuario è collocato all’estremità meridionale del colonnato intermedio sud. La sala ipostila, costituita da dodici colonne con capitello hathorico (a forma di testa di Hathor), ospitava diverse raffigurazioni di Hatshepsut, Hathor e Amon. Tra i rilievi rimasti si può apprezzare quello che ritrae la sovrana intenta a bere il latte dalle mammelle dea Hathor in forma bovina.

fig.4 Santuario di Hathor. A sinistra: Le colonne della sala ipostila con capitello Hathorico. fonte immagine. A destra: Hatshepsut mentre beve il latte dalle mammelle di Hathor. fonte immagine

Santuario di Anubi
All’estremità settentrionale del colonnato intermedio venne realizzato il santuario di Anubi, il dio della mummificazione e delle necropoli. Il santuario è formato da una sala ipostila con dodici colonne e un soffitto astronomico. In questo ambiente tutte le rappresentazioni della regina/faraone furono eliminate a causa del “damnatio memoriae” voluto dal suo successore.

Terzo Livello

fig.5 Accesso al terzo livello del complesso con le statue osiriformi di Hatshepsut. fonte immagine

Una seconda rampa, posizionata lungo l’asse della prima, mette in comunicazione il secondo e il terzo livello. Il livello superiore del tempio è costituito da un porticato sorretto da due file di colonne. Davanti a tutte le colonne esterne vi erano enormi statue osiriformi di Hatshepsut ma la maggior parte furono abbattute. La rampa di accesso termina ai piedi di una grande porta che conduce alla corte interna del terzo livello (fig.5). Alla sinistra della corte si trova la cappella dedicata al culto reale, a destra quella dedicata al culto solare. Nella cappella solare Hatshepsut, Raneferu e Tuthmosis III sono rappresentati in ginocchio vicino alla barca solare mentre offrono dei doni ad Amon-Ra. Anche questo ambiente venne gravemente danneggiato durante il regno di Akhenaton, quando molte immagini di Amon furono distrutte. Tutte le immagini di Hatshepsut, invece, vennero abrase e sostituite con quelle di Tuthmosis III.

Il Santuario di Amon

Al centro della corte superiore, scolpito all’interno della parete rocciosa, si trova il santuario di Amon, l’ambiente più importante del complesso (fig.6). Amon è una divinità tebana di origine antichissima che assunse un’importanza nazionale a metà del Medio Regno quando venne associata per sincretismo al dio Ra di Eliopoli.

fig.6 Ingresso del santuario di Amon. fonte immagine

Nonostante venisse rappresentato in forma antropomorfa e con una corona di piume in testa, gli egizi credevano che il vero aspetto di Amon trascendesse ogni immagine visibile; un suo epiteto era “Nascosto d’aspetto, misterioso di forma”.

Orientamento astronomico
L’asse principale del tempio, che corrisponde alla direzione delle rampe intermedie, è orientato verso l’alba del solstizio d’inverno. Il 21 dicembre la luce del Sole attraversa la porta della terrazza superiore e penetra fino alla parete posteriore del santuario di Amon (fig.7). Questo fenomeno conferma l’allineamento solstitiale del tempio mettendolo al pari altri monumenti dell’Antico Egitto e dell’intero mondo antico.  Anche le cappelle di Hathor e Anubi sono allineate con l’alba sostiziale, rafforzando il significato simbolico del fenomeno.
Il ciclo del Sole aveva un ruolo molto importante nell’ambito dei culti egizi e il solstizio d’inverno era simbolicamente collegato al concetto di morte e rinascita. I raggi del Sole che una volta all’anno penetrano l’oscurità del santuario simboleggiavano la rinascita dopo la morte. Il 21 dicembre (giorno più corto dell’anno-inteso come ore di luce) può essere definito come il giorno in cui il Sole muore, mentre i giorni successivi al solstizio d’inverno, quando le giornate cominciano ad allungarsi, possono simboleggiare la rinascita del Sole. Questo momento dell’anno era perfetto per rappresentare la rinascita nell’aldilà dopo la morte.

Un finestrella posta sopra la porta d’ingresso del santuario permette la formazione di una altro fenomeno luminoso. L’apertura si trova a circa 5 metri e mezzo di altezza e ha una dimensione di 44×44 cm. La luce del sole che penetra attraverso questa apertura viene proiettata sulla parete occidentale della cappella interna.

fig.7 Orientamento astronomico del tempio funerario di Hatshepsut

La parete è decorata con una scena che mostra Tuthmosis III in ginocchio davanti dio Amon. L’alba solstiziale illumina in principio il dio Amon, per poi scendere verso destra, sopra alla figura di Tuthmosis III, proseguendo poi verso il dio del Nilo Hapy.

 

Immagini dell’allineamento astronomico scattate all’alba del solstizio d’inverno.
immagini del fenomeno di luce generato della finestrella posta sopra all’ingresso del Santuario.

 

 

fonte immagine in testata

fonti:
http://www.davidfurlong.co.uk/egyptarticle_temple_hatshep.html
https://en.wikipedia.org/wiki/Mortuary_Temple_of_Hatshepsut

https://it.wikipedia.org/wiki/Tempio_funerario_di_Hatshepsut
https://it.wikipedia.org/wiki/Hathor
http://www.ancientegyptonline.co.uk/hatshepsutmorttemple.html
http://www.aton-ra.com/egitto/faraoni-egizi/hatshepsut/533-hatshepsut-la-regina-faraone.html?showall=&start=2

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Divulgatore storico esperto in archeoastronomia.