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Enmerkar e il signore di Aratta” è un antico poema sumero che descrive l’invenzione della scrittura, una conquista dell’ingegno umano tra le più importanti nella storia dell’uomo. Questo racconto epico attribuisce l’invenzione a Enmerkar, il mitico re sumero che fondò la città di Uruk, il primo insediamento urbano a potersi definire tale in virtù dell’elevata stratificazione sociale e della specializzazione del lavoro. L’improvvisa evoluzione dei centri urbani avvenuta in Bassa Mesopotamia nel corso del IV millennio a.C. favorì lo sviluppo di moltissime attività, che per essere controllate e sfruttate a livello economico su tutto il territorio necessitavano di un sistema di controllo indiretto. A questo scopo, nell’arco di un periodo relativamente breve, vennero introdotti segni grafici, pesi di misura e recipienti standard, con i quali si potevano compilare elenchi contabili delle attività commerciali e dei prodotti. La scrittura fu una conseguenza dell’urbanizzazione e fu sviluppata evolvendo gradualmente il primitivo sistema mnemonico ideato per tener computo delle attività umane. Al di là del mito e guardando alla realtà è evidente come questa invenzione non possa attribuirsi al genio di un solo individuo dal momento che l’indagine archeologica ha messo in luce diverse fasi di sviluppo. Il mito ha comunque il merito d’inserire questo importante accadimento all’interno di un contesto storico presumibilmente reale, sottolineando in maniera poetica le caratteristiche e i vantaggi del nuovo metodo di comunicazione.
Nel corso del IV millennio a.C. Uruk divenne una città, la

Prima fase – SCRITTURA PITTOGRAFICA

fig.1 Scrittura pittografica sumera

La prima fase evolutiva della scrittura sumera fu quella pittografica. Attorno alla fine del IV millennio a.C. vennero introdotti simboli corrispondenti all’immagine semplificata dell’oggetto che s’intendeva rappresentare. Attorno al 3000 a.C. i simboli utilizzati erano circa duemila. I sumeri rappresentavano l’acqua con due linee ondulate, il cielo con una stella, il grano con una spiga stilizzata, il bue con testa e corna, mentre i disegni stilizzati dei genitali maschili e femminili distinguevano un uomo da una donna. Alcuni simboli esprimevano le azioni, disegnando un piede rappresentavano il verbo “camminare” e con l’occhio il verbo “guardare”. Altre parole, invece, venivano rappresentate accostando due simboli, come nel caso della parola “schiava” che veniva rappresentata affiancando al simbolo delle montagne quello della donna, questo perché gli schiavi venivano recuperati nelle regioni montuose che circondano la Mesopotamia. Una testa accostata a un canestro da lavoro per la raccolta i prodotti agricoli significava “mangiare” e allo stesso modo una testa accostata alle line ondulate che rappresentano l’acqua significava “bere” (vedi esempi a fondo pagina). Durante la prima fase la scrittura di una tavoletta procedeva in maniera molto schematica, i prodotti venivano divisi per sezioni e affianco ad ognuno di essi venivano aggiunti i segni grafici utilizzati per indicarne la quantità.
La scrittura pittografica veniva utilizzata principalmente per compilare documenti amministrativi e commerciali. La tavoletta nell’immagine risale all’incirca al 3100 a.C. ed è un perfetto esempio di scrittura pittografica (fig.1). Su questa tavoletta venne registrata l’assegnazione di alcuni prodotti, tra cui la birra. Quest’ultima è rappresentata col disegno stilizzato di un vaso a base appuntita posto in posizione verticale. I simboli che rappresentano i prodotti venivano incisi sull’argilla con uno strumento acuminato, mentre quelli utilizzati per tenere il conto delle quantità venivano creati premendo forme arrotondate di diverse misure per distinguere le diverse unità di misura.

Seconda fase – SCRITTURA IDEOGRAFICA

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fig.2 Evoluzione della scrittura in Mesopotamia

Il continuo sviluppo delle attività cittadine rese necessario un maggior utilizzo della scrittura, dunque si svilupparono sistemi più pratici e veloci per scrivere le informazioni. Col passare del tempo i tratti dei pittogrammi assunsero un aspetto sempre più stilizzato e le forme arrotondate vennero sostituite con tratti dritti. Inizialmente le righe e le figure vennero ruotate di 90°, migliorando l’aspetto e l’ordine delle tavolette. Venne introdotto anche un nuovo strumento per la scrittura, uno stiletto che permetteva l’incisione di brevi trattini a forma di chiodo (o cuneo) mediante una singola pressione. Col passare del tempo questi elementi determinarono la deformazione dei pittogrammi, fino al punto in cui, attorno al 2400 a.C., perdettero quasi ogni somiglianza con l’aspetto delle cose che si voleva rappresentare. Sta in questo la differenza tra scrittura pittografica e scrittura ideografica.

A grandi linee l’evoluzione della scrittura pittografica si può riassumere in quattro momenti (fig.2):

  • a Pittogrammi (3°millennio a.C.)
  • b Rotazione dei pittogrammi
  • c Segni cuneiformi tra il 2400 e il 2000 a.C.
  • d Scrittura cuneiforme assira (1000 a.C.)
scrittura ideografica sumera
fig. 3 Scrittura ideografica sumera

La scrittura pittografica poteva essere compresa da molte persone tramite l’apprendimento di poche nozioni, mentre la scrittura ideografica necessitava di un tempo di apprendimento più lungo.
Con gli ideogrammi migliorò la qualità d’espressione del testo scritto, ma allo stesso tempo il contenuto delle tavolette diventò incomprensibile alla maggior parte delle persone e la scrittura divenne un’arte esclusiva appannaggio di una ristretta categoria di persone istruite in particolari scuole (dette edubba, cioè “casa della tavoletta”). Data la notevole importanza della scrittura e il potere che derivava dal saper leggere e scrivere nell’ambito di una vasta società organizzata, gli scribi svolgevano spesso importanti incarichi ufficiali.

 

 

Terza fase – SCRITTURA CUNEIFORME SILLABICA

scrittura cuneiforme sumera
fig.4 Scrittura cuneiforme sumera

In questa fase si arrivò all’intuizione che portò ad un sistema adatto a poter scrivere ogni qualsivoglia pensiero utilizzando un ristretto numero di simboli grafici. L’intuizione che ebbero i sumeri fu quella di associare dei simboli ai suoni che si producevano durante la pronuncia delle parole che si volevano rappresentare. Il passaggio a questo livello d’espressione fu facilitato dalle caratteristiche della lingua che si parlava in Bassa Mesopotamia nel corso di quell’epoca. Il sumero era una lingua prevalentemente monosillabica e agglutinate. La struttura della scrittura cuneiforme si può dunque definire un complesso tra ideogrammi (risultanza degli antichi pittogrammi), morfemi (cioè di desinenze, suffissi e infissi, apposizioni, determinativi) e complementi fonetiche.

Altri esempi

evoluzione della scrittura cuneiforme

fonti:
http://www.ancientscripts.com/sumerian.html
http://heliotricity.com/historyofwriting.html
https://it.wikisource.org/wiki/Dalle_dita_al_calcolatore/II/3

 

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Divulgatore storico esperto in archeoastronomia.