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KV62 è la sigla con la quale è stata catalogata la Tomba di Tutankhamon, un faraone della XVIII dinastia noto per la sua precoce incoronazione. Le indagini genetiche hanno dimostrato che fu figlio del famoso faraone eretico Akhenton, ma le informazioni storiche che lo riguardano sono limitate dal momento che visse in un’epoca segnata da drastici cambiamenti politici e religiosi. La sua fama è dovuta in gran parte al ricco tesoro rinvenuto pressoché intatto all’interno della sua tomba, un ipogeo scoperto da Howard Carter nella Valle dei Re il 4 novembre del 1922.
Il complesso tombale fu ricavato da una grotta naturale. Dall’esterno vi si accede tramite una ripida scalinata che conduce ad una porta dapprima murata. Oltre il primo varco si trova un corridoio lungo sette metri che conduce alla porta d’entrata vera e propria, anch’essa originariamente murata. Quando Carter e la sua squadra abbatterono la porta che sigillava il complesso, scoprirono un’ampia camera riempita con molti oggetti accatastati, tra cui si distinguevano un paio di carri smontati, tre letti cerimoniali con intelaiatura zoomorfa, cassapanche in ebano e avorio, vasi di pietra e alcune lampade in alabastro finemente lavorate (fig.1).

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anticamera
fig.1 A sinistra, letti cerimoniali, cassapanche in ebano e avorio e altri oggetti personali del faraone. Al centro, lampade in alabastro. A destra, parete nord dell’anticamera con la porta ancora murata controllata dalle statue di due sentinelle. Fonte immagini a colori

Fu immediatamente chiaro che tutti quegli oggetti facevano parte di un corredo funerario reale e che poco distante doveva esservi la camera mortuaria in cui giaceva la mummia di un faraone defunto. Effettivamente agli angoli della parete nord, le statue di due sentinelle proteggevano la porta cementata che divideva l’anticamera dalla camera funeraria. Quando gli esploratori la demolirono scoprirono una stanza interamente occupata da un grande scrigno di legno ricoperto interamente in oro e decorato con pasta vetrosa blu.

First coffin 2
fig.2 Scrigno d’oro di Tutankhamon

L’apertura dello scrigno svelò un altro scrigno più piccolo, che a sua volta ne conteneva un altro ancora più piccolo, e un altro ancora, come se fossero una sorta di “scatole cinesi” (fig.2). Il quarto scrigno conteneva infine un grande sarcofago di granito, del peso di oltre 430 kg. All’interno del Sarcofago di granito fu rinvenuto un primo sarcofago antropomorfo in legno rivestito d’oro, a cui ne seguì un secondo della stessa fattura, ed un terzo in oro massiccio, alto 188 cm e pesante 110 kg (fig.3).

Coffin 5
fig. 3 I quattro sarcofagi di Tutankhamon

Tutti e tre i sarcofagi rappresentano il faraone nella consueta postura regale, le braccia sono incrociate sul petto, mentre le mani stringono il flagello e il bastone pastorale ricurvo, simboli di protezione e guida, peculiarità riconosciute al dio Osiride, signore dell’oltretomba in cui il defunto si identificava durante il suo viaggio attraverso il Dwat. Dopo aver aperto quattro scrigni e quattro sarcofagi, Carter riuscì a mettere le mani sulla mummia di Tutankhamon, scoprendo che quest’ultima portava sulla testa una magnifica maschera in oro massiccio (fig. 4). La maschera pesa 10 kg ed è superbamente modellata. Ritrae il faraone nelle sembianze di Osiride, ma dalle forme dei suoi lineamenti non trapela alcuna espressione, lo sguardo sembra perdersi nel vuoto, come a voler significare che lo spirito del faraone ha ormai abbandonato il corpo ed è salito all’aldilà celeste.

Le uniche decorazioni parietali della tomba di Tutankhamon si trovano all’interno della camera mortuaria. La prematura morte del faraone, avvenuta all’età di 18 anni, costrinse ingegneri, artigiani e artisti a completare l’opera in maniera frettolosa. Sulla parete ovest, sono rappresentate in forma di scimmie le dodici ore che il Sole deve attraversare ogni notte oltre la soglia occidentale, associate alle dodici contrade degli inferi percorse dall’anima del defunto nel Dwat prima di raggiungere la soglia d’uscita ad Est, il luogo in cui può essere rinnovato in tutta la sua essenza, così come il Sole ad ogni nuova alba.

fig.4 Maschera d’oro di Tutankhamon

Sulla parete nord, invece, sono rappresentate tre scene (fig.5). Nella prima scena a sinistra l’erede al trono Ay svolge il rito dell’apertura della bocca su Tutankhamon (rappresentato nei panni di Osiride), una pratica che aveva lo scopo di garantire al defunto la vita eterna e che generalmente veniva svolta dal figlio primogenito, ma non è questo il caso perché Ay al momento dell’incoronazione aveva 60 anni. A sinistra, invece, è rappresentato Tutankhamon accompagnato dal suo Ka mentre abbraccia Osiride, il re dei defunti con cui egli stesso si identifica. Nella scena centrale, Tutankhamon indossa nuovamente gli abiti del Re vivente poiché egli è ormai entrato nel regno degli Dei dove è accolto dalla Dea Nut.
La Camera Funeraria è collegata a quella del “Tesoro” da uno stretto passaggio. Qui una statua di Anubi proteggeva il contenitore dei vasi canopi, recipienti utilizzati nell’Antico Egitto per conservare gli organi estratti dal corpo del defunto durante il processo di Mummificazione. In questa stanza, oltre a molti altri oggetti, vennero trovate due piccole mummie di feti femminili, probabilmente due figlie della coppia Tutankhamon-Ankhesenamon abortite durante la gestazione.

North wall
fig.5 Parete nord della camera funeraria di Tutankhamon

Fonti:
Mitologia e Dèi dell’Antico Egitto, Massimo Dall’agnola, 2010, Ed. Ferrari Sinibaldi
http://www.aton-ra.com/egitto/monumenti-egitto/tomba-tutankamon/parete-nord-tomba.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Tomba_di_Tutankhamon#I_sarcofagi_antropomorfi_e_la_maschera_d.27oro

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Divulgatore storico esperto in archeoastronomia.