– Questi contenuti appartengono a Civiltà eterne.it

La cultura Nazca fiorì in un arido altopiano peruviano tra il 300 a.C. e il 500 d.C. A questo popolo sono state attribuite le famose Linee di Nazca, un complesso insieme di figure geometriche e disegni tracciati sul terreno. Dalle proporzioni monumentali di quest’opera si deduce che fu realizzata da una società molto organizzata e prosperosa, circostanza inaspettata se si considera l’ambiente estremamente inospitale di questa regione.

Acquedotto nazca

Sul deserto di Nazca piove meno di un giorno all’anno, e il piccolo torrente che attraversa la valle offre acqua corrente soltanto per un mese all’anno. Malgrado le condizioni avverse, i nazca riuscirono a basare il sostentamento della loro comunità sull’agricoltura intensiva, stabilendo nella valle la coltivazione di molti prodotti. Per soddisfare il bisogno idrico crearono un acquedotto in grado di convogliare l’acqua delle falde nei canali d’irrigazione, un sofisticato sistema idraulico che viene a tutt’oggi utilizzato dai contadini locali per le loro attività agricole. Il deserto di Nazca è uno dei più aridi al mondo, ma grazie a questa soluzione ingegneristica divenne un luogo abitabile. L’acquedotto è costituito da canali sotterranei che collegano decine di pozzi a spirale chiamati “puquios”, così realizzati per poter scendere comodamente all’interno del pozzo durante le frequenti operazioni di manutenzione. Durante il mio viaggio a Nazca fui accompagnato in cima ad un piccolo avvallamento dal quale era possibile vedere una lunga linea nazca indirizzata verso i puquios. E’ oppinione diffusa che vi sia una relazione tra i puquios e le linee perché alcune di quest’ultime conducono ai luoghi in cui i nazca attingevano l’acqua, avvalorando l’ipotesi che le linee fossero percorsi simbolici e cerimoniali orientati verso i luoghi sacri. E’ probabile che questo concetto si estendesse anche alla volta celeste, come suggeriscono alcune linee orientate verso i punti in cui sorge e tramonta il Sole nei giorni del solstizio.
Tra le magnifiche rovine inca del territorio andino sono disseminati numerosi acquedotti e sistemi idrici, e un gran numero di questi sono ancora oggi funzionanti. Gli inca seppero gestire con estrema efficienza le risorse idriche perché furono gli ultimi depositari di un accrescimento culturale millenario, al quale contribuirono molte culture, compresa quella Nazca.

The following two tabs change content below.
Divulgatore storico esperto in archeoastronomia.